Inizio del viaggio

Una delle frasi che mi sono rimaste impresse dell’ultimo libro che ho letto è Take Action. Sembra banale, ma spesso quando la vita non prende la piega che desideri che prenda, sopraggiunge la delusione e la delusione fa prendere decisioni “di pancia”, non facendoti ragionare in modo razionale e nella direzione che auspicavi, facendoti spesso virare su soluzioni pronte all’uso, come il cibo, un televisore nuovo o qualunque altra cosa che in realtà rappresenterà solo un palliativo, ma che non ti permetterà di raggiungere ciò che desideri, ma che, anzi, ti fa fare dei passi indietro, facendoti mettere tutto e tutti in discussione. Te la prendi con te stesso, perché ti senti solo, frustrato e che ciò che desideri ti stia sfuggendo tra le dita e ti domandi come mai gli altri, che hanno scritto diversi libri al riguardo (mi riferisco a personaggi come Napoleon Hill, Robin Sharma, Anthony Robbins e Robert Kiyosaki, per citarne alcuni), fanno sembrare le cose cosi semplici e soprattutto diano per scontato il risultato, ma spesso non rispondono a domande che, almeno io, vengono da chiedersi durante la lettura. Come hai fatti, partendo da zero, a farti conoscere? Cosa hai proposto inizialmente come valore aggiunto? Come mai ognuno di voi ha sviluppato il “suo business” nell’insegnamento e nel coaching? Qualcuno mi disse un giorno che il modo migliore per avere successo è aiutare qualcuno ad averne, ma sono altrettanto sicuro che proporre qualcosa di valore, vada oltre l’insegnamento, che tra l’altro amo molto, ma che richiede soprattutto di dare l’esempio, di essere colui che ce l’ha fatta grazie alle “tecniche” che stai cercando di insegnarmi. Nel caso di Robert Kiyosaki, per esempio, lui e sua moglie sono partiti come homeless ed hanno deciso di creare qualcosa che gli permettesse la tanto desiderata libertà finanziaria, piuttosto che fare un semplice lavoro da impiegato tutta la vita per un misero stipendio ed una pensione che probabilmente non basterà a mantenerti in futuro….why no? Mica sono il fesso della situazione che vuole vivere pagando tasse e basta e accontentandomi delle briciole…. Tutti discorsi molto interessanti, per carità, ma tendo a diffidare di qualcuno che attraverso i suoi collaboratori tenti di vendermi delle sessioni di coaching per permettermi di ottenere la mia indipendenza finanziaria, attraverso il pagamento di conti salati e con soldi che probabilmente non si hanno (come argomentato anche in questo articolo), perché il motivo per cui si arriva spesso a leggere questi libri è soprattutto finanziario. La facilità di utilizzo delle nuove tecnologie ha reso troppo facile, per chiunque, di rendere disponibili delle risorse il cui valore intrinseco spesso non vale nemmeno il costo della corrente per tenere acceso il pc per leggerle, ma che si ostinano a farti passare come risorse di valore e che grazie alla mega offertona che hai avuto culo di cogliere, ti ne viene offerto uno stralcio gratis o al costo di un caffè, per poi farti entrare nel loro mondo che spesso è molto fumoso e non riesci nemmeno a capire cosa dovresti riuscire ad ottenere grazie al loro aiuto. Attraverso questo ed altri post vorrei cercare di condividere il mio percorso, far capire che spesso il desiderio di ottenere qualcosa in più, soprattutto in un paese che ti mette costantemente alla prova come l’Italia, passa attraverso difficoltà che non hanno nulla a che fare con la tua voglia o la capacità di cercare di cambiare la tua situazione e quella della tua famiglia, che passa attraverso giorni in cui ti senti di poter conquistare il mondo ed altri in cui sembra di combattere contro i mulini a vento, spesso in lotta con la diffidenza altrui che, vuoi o non vuoi, mina la tua sicurezza, con ‘impossibilità, nonostante si predichi spesso il contrario, di trovare qualcuno che veramente voglia mettersi in gioco con te e che sia disposto, non dico tanto, ma ad investire del tempo, per cambiare le proprie condizioni di vita. Spesso si pensa che una cosa sia difficile solo perché siamo abituati a pensare in un solo modo, che qualcuno DEVE provvedere al nostro futuro, che abbiamo DIRITTO ad un lavoro e ad una casa (in un altro post vi parlerò della mia esperienza con la mia casa che a mio malgrado avevo comprato a Roma), solo perché è così che ci hanno insegnato a ragionare e solo perché non si parla di altro ai telegiornali o davanti ad un caffè con gli amici. Io non credo che sia proprio così la cosa ed è per questo che studio fino a tardi la sera e mi sveglio alle 5 del mattino per cercare qualcosa che mi faccia sentire che sono padrone della mia vita e che magari, in futuro, mi dia quello che sono destinato ad avere, quello che la mia famiglia ed io meritiamo di avere, ma che tutti avrebbero diritto di avere se solo ci si svegliasse un po’ ed non si cercasse sempre un capro espiatorio per non agire in prima persona. Doveva essere un post di poche righe per iniziare a parlare del mio viaggio che spero mi porterà all’obiettivo desiderato, ma che è diventato altro, ma che spero aiuti qualcuno a capire che l’unico modo per uscire dalla crisi (che secondo me non esiste, perché è questa la vita vera), è agire e non aspettare che lo faccia qualcun altro per noi.

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ddelfio Written by: